mercoledì 14 ottobre 2015

Tokyo - Profitti e fiumi di liquidità:
così la Borsa-samurai sogna il 40%

Da CorrierEconomia del 5 ottobre 2015, pag. 38   -  LEGGI

L'Europa resta favorita. Gestori e banche d'affari lo ripetono da tempo e non hanno cambiato idea. Neppure dopo la violenta correzione estiva, che ha spinto il Vecchio Continente a -3,5% rispetto alle quotazioni d'inizio anno. Ma c'è una piazza lontana che, nonostante la caduta, ha mantenuto il segno più. Tokyo è in rialzo di 1,5 punti e secondo qualche analista potrebbe tornare a correre, più di altre, rovesciando i pronostici. «Il nostro target per il Topix a fine 2017 è 2.000 punti», premette Cédric Le Berre, analista multi-management & fund research di Union Bancaire Privée. Equivale a un guadagno del 40% in conto capitale in poco più di due anni. «In questo arco di tempo - precisa Le Berre - ci aspettiamo che la Borsa giapponese superi l'Europa di almeno 5 o 10 punti percentuali». Gli analisti chiamano in causa, in primo luogo, la dinamica degli utili. «Molte società nipponiche sono vicine ai massimi storici in termini di profitti; il mercato, invece, non ha ancora raggiunto i livelli pre-crisi», osserva l'analista di Ubp. I risultati delle aziende quotate a Tokyo sono incoraggianti e secondo Ernst Glanzmann, gestore del fondo Julius Baer Japan Stock Fund, supportano bene i corsi azionari: «durante l'attuale fase di consolidamento - spiega - le stime degli analisti sono state sistematicamente riviste al rialzo». In Europa, la traiettoria dei profitti appare meno netta. A favore delle imprese giapponesi giocherebbero anche gli investimenti in conto capitale (capex): la spesa complessiva è salita da 60 trilioni di yen nel 2010 a 72 trilioni, ricorda Glanzmann, si avvicina ai picchi pre-crisi. «Dal punto di vista valutativo - conclude il gestore - il mercato nipponico appare più a buon mercato rispetto a quello europeo: gode perciò di un cuscinetto di sicurezza [...]  leggi tutto

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