martedì 3 novembre 2015

Fondi, investire è questione di fede
I portafogli a vocazione religiosa

Da CorrierEconomia del 2 novembre 2015  - LEGGI

Non è un precetto della Chiesa Cattolica, né tra i temi trattati da papa Francesco nell’ultima enciclica. Ma sempre più spesso, per ragioni di business la finanza guarda a chi cerca un compromesso virtuoso tra le esigenze dell’anima e quelle del portafoglio. E vuole investire come Dio comanda. La divisione wealth management di Morgan Stanley ha appena lanciato il Catholic Values Investing Tool Kit, un servizio che permette a privati e istituzionali di personalizzare le strategie in modo conforme alla dottrina della Chiesa. Ubs realizza mandati e gestioni ad hoc, integrando nel processo d’investimento i valori (anche religiosi) del cliente. «Partendo da un universo di seimila emittenti possiamo escludere quelle che fanno affari in conflitto con le sue convinzioni religiose», spiega Luca Taiana, specialista Values-based investing di Ubs.

Idee Con la stessa logica, poche settimane fa, S&P Dow Jones Indices ha presentato l’S&P500 Catholic values rappresentativo delle società quotate a Wall Street che rispettano i principi cattolici. Il primo paniere benedetto dalla Conferenza Episcopale americana è l’Msci Usa Catholic Values e risale al 1° maggio 1998. Dal lancio, ha reso il 5,11% su base annua, pochi centesimi in più rispetto all’Msci Usa. C’è anche chi come JPMorgan am ha pensato di applicare i filtri della religione cattolica alla gestione attiva di un fondo bilanciato. Partito nel maggio 2011, è stato chiuso dopo un anno per aver fallito gli obiettivi di raccolta. Forse i tempi non erano ancora maturi. Leggi tutto

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