giovedì 12 novembre 2015

MoneyFarm - Adesso c'è Londra nel suo mirino

Da CorrierEconomia del 9 novembre 2015, pag 10

Oggi è quasi sempre un promotore finanziario o il private banker di fiducia. Ma tra qualche anno chi darà consigli in tema d'investimento a molti risparmiatori potrebbe non essere un consulente in carne e ossa, bensì un (sofisticato) software. È la scommessa di MoneyFarm, società d'intermediazione mobiliare fondata nel 2011 da Paolo Galvani e Giovanni Daprà, tra i primi esempi di robo-advisor in Europa. Si tratta di servizi di consulenza finanziaria online, basati su portafogli modello, composti generalmente da soli etf ( exchange traded fund ); un algoritmo definisce il peso delle singole classi di attivo, in base al profilo di rischio dell'investitore e lo ribilancia periodicamente, al mutare delle condizioni di mercato.Superati da poco i 150 milioni di euro di masse in consulenza, grazie a una crescita dei clienti italiani nell?ordine del 20% mese su mese, MoneyFarm ha appena ottenuto un finanziamento di 16 milioni di euro dal fondo di private equity inglese Cabot Square Capital e da United Ventures. «Questa somma ci permette da un lato di potenziare l'acquisizione di nuovi clienti e l'innovazione di prodotto nel mercato italiano - spiega Galvani, presidente di MoneyFarm -. Dall'altro, di sviluppare la nostra presenza a livello internazionale, a cominciare dal Regno Unito». L'obiettivo è di lanciare il servizio sul mercato inglese nel primo trimestre del 2016. Secondo una ricerca realizzata da Citi, a fine 2014 i robo-advisor gestivano 14 miliardi di dollari; a livello globale, le masse potrebbero crescere fino a 5 mila miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Solo nel Regno Unito, stima uno studio della società di consulenza Oliver Wyman, il digital wealth management dovrebbe raggiungere quota 20/30 miliardi di sterline entro il 2019. 

Un mercato enorme. Nell'arco dei prossimi cinque anni [...] Leggi 

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