mercoledì 23 dicembre 2015

Dal greggio agli high-yield: un anno di strafalcioni per i guru

Da CorrierEconomia del 21 dicembre 2015, pag. 32 

Warren Buffett aveva torto. E non è il solo. In un'intervista rilasciata il 5 febbraio scorso, l'85enne presidente della Berkshire Hathaway dichiarava: «Sarà molto difficile per la Fed alzare i tassi nel 2015». Bersaglio mancato, sia pure di poco. Tra i guru più ascoltati a Wall Street, però, altri hanno sbagliato mira in modo assai più eclatante. Esattamente un anno fa, per esempio, quando il prezzo del petrolio giaceva a 60 dollari al barile, reduce da un tonfo del 50% in sei mesi, uno come T. Boone Pickens, influente petroliere texano, presidente dell?hedge fund BP Capital Management, profetizzava un ritorno delle quotazioni a 90/100 dollari entro 12/18 mesi. Anche le banche d'affari erano convinte che il greggio avrebbe presto recuperato terreno e indicavano per la fine del 2015 un prezzo obiettivo compreso tra i 77 dollari di BofA Merrill Lynch e i 100 di Ubs. Invece il petrolio è rimasto sotto i 65 dollari per tutto l'anno, prima di precipitare a 36 dollari al barile. Sui mercati nessuno ha la sfera di cristallo. Ma lette a distanza di un anno, le stime pubblicate alla fine del 2014 dalle grandi case d'investimento mostrano una lista sorprendente di errori. 

Fed e Treasury Sui tempi della svolta monetaria della Federal Reserve, per cominciare, in pochi avevano visto giusto. Dei 70 esperti interpellati a inizio gennaio dal Wall Street Journal in un sondaggio, 43 ipotizzavano un intervento sul costo del denaro di almeno 25 punti base entro metà anno. Per un primo ritocco, invece [..] Leggi tutto

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