mercoledì 28 gennaio 2015

Finanza - Derivati di trasparenza

Da CorrierEconomia del 26 gennaio 2015, pag. 26

Non è la prima volta che Consob punta il dito contro la vendita indiscriminata di prodotti finanziari alla clientela al dettaglio. Questa volta sono finiti nel mirino gli strumenti giudicati troppo complessi. Stigmatizzati tramite un'apposita comunicazione, pubblicata il 22 dicembre scorso dopo una lunga (e vivace) consultazione con gli operatori e ancora in fase di studio. Il documento dell'Autorità di vigilanza interviene su due livelli. C'è una black list di prodotti ritenuti tout court inadeguati al retail e messi sostanzialmente al bando (vedi box). Gli intermediari che intendono disattendere la raccomandazione dell'Autorità, infatti, dovranno motivare formalmente la propria decisione, con il diretto coinvolgimento del Consiglio di amministrazione e una conseguente forte assunzione di responsabilità; definire ex-ante i limiti entro i quali tali prodotti potranno essere collocati e informare il cliente, al momento della transazione, che l'Autorità ne ritiene inopportuna la commercializzazione al retail. Si va oltre: “La distribuzione delle menzionate tipologie di prodotti - scrive Consob - non potrà costituire, in via diretta o indiretta, presupposto per l’erogazione di incentivi al personale”. Un punto ancora da chiarire perché, se interpretato alla lettera, sembrerebbe mettere definitivamente fuori gioco i prodotti black list.
 
Due corsie C'è anche una “grey list” (vedi box) che abbraccia una gamma più ampia di prodotti ritenuti complessi ma per i quali la Vigilanza si limita a raccomandare un'attenzione rafforzata, con particolare riferimento alla remunerazione dell'attività distributiva, alla profilazione dei clienti, ai limiti di concentrazione e alla trasparenza nell'indicare le singole componenti di costo associate ai prodotti. “L'impatto su procedure e politiche commerciali sarà rilevante - chiariscono Lucio Bonavitacola e Gioacchino Foti dello studio legale Clifford Chance -. Si tratta di ridisegnare le policy interne applicabili alla vendita dei prodotti complessi, rendendole più articolate: ad esempio, attraverso la richiesta di maggiori informazioni ai clienti, il rafforzamento della gestione dei conflitti d'interesse, la mappatura del mercato di riferimento”. Sembra d'accordo Massimo Scolari, segretario generale di Ascosim, l'associazione che riunisce le sim di consulenza. “Molte banche mostrano un ampio margine di miglioramento nei sistemi di gestione e controllo preventivo dei rischi”. Vale la pena ricordare i risultati di una ricerca pubblicata nel luglio del 2013 dall'Esma (European Securities and Markets Authority). A fine 2012, i prodotti finanziari strutturati collocati presso la clientela retail europea ammontavano a 770 miliardi di euro, con un picco di emissioni superiore ai 250 miliardi nel 2007. Nella classifica dei Paesi europei, l'Italia si collocava al primo posto, con una quota di mercato del 27%, seguita a distanza da Germania (17%), Francia (11%), Belgio (10%), Regno Unito (8%) e Spagna (5%). “Negli ultimi due anni, il collocamento di questi prodotti è diminuito. Tuttavia”, precisa Scolari, “può essere utile predisporre adeguati presidi affinché in futuro si eviti di ricadere negli errori del passato”.
 
Tempi Rimangono dei dubbi sulla tempistica [...]

Dollaro, franco, sterlina, peso e yuan: come seguire le monete superstar

Da CorrierEconomia del 26 gennaio 2015, pag. 21
 
Chi nel 2014 era investito fuori dalla zona euro deve ringraziare le valute: in molti casi, hanno sostenuto le performance, facendo lievitare i rendimenti di azioni e bond nei portafogli. In 12 mesi, infatti, l'euro si è svalutato rispetto alla maggior parte delle divise estere: il 17% contro biglietto verde e rupia indiana. Il 14% sullo yuan cinese, 8 punti percentuali contro la sterlina. Una perdita di valore che equivale a guadagni di analoga entità (e segno opposto) sui titoli in valuta estera. Senza contare il franco svizzero, apprezzatosi del 20% in poche ore, dopo la decisione a sorpresa della Banca nazionale svizzera di rimuovere il tetto massimo al cambio con la moneta unica, con conseguente crollo della Borsa di Zurigo.
 
America Gli analisti scommettono che le divise saranno regine dei mercati anche nel 2015. Incoronate dai banchieri centrali. O magari dalle migrazioni di massa degli investitori. “I flussi di capitale hanno alimentato il rafforzamento del biglietto verde più di ogni altri fattore negli ultimi sei mesi: il collasso dei rendimenti sul bund e sui governativi del Sol Levante ha spinto molti investitori europei e giapponesi ad acquistare Treasury americani - ricorda Kevin Zhao, gestore del fondo Ubs currency diversifier per Ubs Global am -. La tendenza potrebbe proseguire nei prossimi mesi, se i programmi di espansione monetaria in Europa e Giappone continuassero a comprimere i rendimenti”. Qualche analista inizia a mettere nero su bianco l'obiettivo di parità del cambio entro il 2015. Ipotesi ardita, essendo l'euro già ai minimi degli ultimi 12 anni contro il biglietto verde. “Non credo ci si possa arrivare in tempi brevi”, chiosa Carlo Alberto De Casa, analista dei mercati valutari per ActiveTrade. “Il quantitative easing della Bce (allentamento monetario ndr) è già in buona parte scontato. É possibile però un ulteriore deprezzamento dell'euro verso 1,10”. Solo un'uscita caotica dall'euro da parte della Grecia, spiega l'analista, potrebbe spingere l'euro-dollaro verso quota 1/1,05. Ma è uno scenario ritenuto improbabile da larga parte degli osservatori, almeno alla vigilia delle elezioni del 25 gennaio. Nelle prossime ore, a spoglio ultimato, se ne saprà di più. [...]

L'agenda piena dei promotori

Da CorrierEconomia del 26 gennaio 2015, pag. 26

Occhi puntati su Mifi2, Albo unico e Voluntary disclosure. Tre questioni che toccano da vicino il mondo dei promotori finanziari e saranno le più discusse a Consulentia 2015, l'evento organizzato da Anasf, l'associazione di categoria, in programma dal 3 al 5 febbraio presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma. A 10 giorni dall'inizio dei lavori, gli iscritti sono 1.400. L'obiettivo, a portata di mano secondo gli organizzatori, è di superare i numeri della prima edizione, che vide la partecipazione di 1.640 consulenti. Al centro del dibattito, la Mifid2: la disciplina che aggiorna ed estende il raggio d'azione della prima direttiva sui mercati degli strumenti finanziari e sarà recepita dall'Italia entro il 3 luglio del 2016, per entrare in vigore a gennaio del 2017. “Il modello di business dominante delle reti (basato sul sistema di incentivi da parte delle case prodotto ndr) ha dimostrato di funzionare bene sotto il profilo della redditività e della qualità del servizio. Tuttavia, in vista della direttiva, guadagnerà spazio anche un modello alternativo, quello della consulenza remunerata a parcella, senza retrocessioni e riferita a una gamma di prodotti sufficientemente ampia, com'è nell'architettura aperta. Questo - prevede Maurizio Bufi, presidente di Anasf - avverrà anche all'interno delle reti di promozione finanziaria”. La nascita dell'Albo unico non sarò oggetto di un Convegno dedicato, ma è tema caldo. Pochi giorni fa è abortito infatti l'ennesimo tentativo di avviare l'Albo unico dei consulenti finanziari che, nelle intenzioni del Legislatore, dovrebbe [...]