martedì 24 febbraio 2015

Il portafoglio giusto?
Te lo cura il robot-consulente

Da CorrierEconomia del 23 febbaio 2015, pag. 33 - Leggi tutto

L’Italia? “Nel 2015 potrebbe sorprendere positivamente sul piano della crescita”. Come guardano a Roma oggi gli investitori internazionali? “Si percepisce un cambio di direzione. C'è apprezzamento per gli sforzi di rinnovamento compiuti dal governo Renzi e il recupero della credibilità, dopo un periodo molto difficile. Ma non s'avverte ancora un vero e proprio mutamento strutturale, principalmente di tipo culturale, che richiederà tempo. L'Italia per ora è vista come un investimento tattico, opportunistico”. È un'apertura di credito condizionata da parte dei mercati, quella raccolta da Massimo Tosato, executive vice chairman di Schroders, prestigiosa casa d'investimento inglese quotata a Londra con un patrimonio gestito di circa 450 miliardi di dollari a livello globale: “Nella Penisola spesso prevalgono meccanismi di protezione dello status quo – osserva Tosato -. Per essere competitivi, invece, è necessario raccogliere la sfida al cambiamento”.
 
Questo vale anche per il risparmio gestito, alle prese con i mutamenti imposti dalla regolamentazione, come la Rdr (Retail distribution review) o la Mifid II. A due anni dall'entrata in vigore della norma inglese che ha vietato alle reti distributive di essere remunerate dalle società prodotto, com'è cambiata l'industria?
Tra i costi del prodotto e della consulenza, i clienti pagano tra il 10 e il 15% in meno rispetto al sistema precedente. La Rdr ha espulso dal mercato un terzo dei promotori finanziari, ma i due terzi che continuano ad operare sono in media più qualificati. Al tempo stesso, non è più conveniente fare consulenza in modo tradizionale a chi ha un patrimonio inferiore ai 200 mila euro. Di fatto, tre milioni di piccoli risparmiatori inglesi sono tagliati fuori.

Come si risolve il problema?
Una delle risposte possibili proviene dalla rivoluzione digitale, con i robo-advisors: servizi di consulenza agli investimenti tramite portafogli modello gestiti online sulla base di algoritmi, a fronte di commissioni annue comprese tra lo 0,25% e l'1%. Gli esempi più noti sono Betterment, Wealthfront, Learnvest. o Nutmeg (di quest'ultima Schroders ha acquisito il 12,5% ndr).

Per adesso, però, nessuna di queste iniziative sperimentali è in grado di fare profitti. É un modello sostenibile?  
Non ho dubbi che tra 10 anni i robo-advisors saranno una delle forze principali nel mondo del risparmio gestito.

Intanto, in Europa l'industria si sta preparando a fare i conti con la Mifid II. Tra i vari aspetti, la direttiva dovrebbe favorire lo sviluppo della consulenza indipendente. Questo modello troverà spazio anche in Italia, nonostante le molte resistenze?
Vale la pena sottolineare che la definizione di consulenza “indipendente” proposta dalla nuova normativa europea è piuttosto ampia e si presta a molteplici letture. Il rischio è che prendano forma 28 diverse interpretazioni a livello nazionale, distruggendo importanti economie di scala. Siamo positivi su tutto ciò che porta a una maggiore trasparenza ed efficienza del mercato. I timori sono semmai sul fronte dell'implementazione e, soprattutto, della parità di trattamento per tutti gli operatori, incluse le assicurazioni. Anche in Italia comunque ci sarà spazio per i consulenti a parcella.

A breve partirà la negoziazione dei primi fondi comuni in Borsa. Per adesso solo le società di piccola dimensione hanno avviato l'iter per entrare nel nuovo mercato. I grandi player rimangono alla finestra. Perché?
Nella misura in cui l’intermediario svolge un ruolo importante di consulenza, tale canale distributivo è da privilegiare. A nostro avviso, allo stato attuale, la negoziazione in Borsa non è conveniente né per il cliente finale né per società come Schroders. Tuttavia, con la possibile crescita di un sistema a parcella, stimolato anche dalla Mifid II, ci sarà l’esigenza di una piattaforma di pura esecuzione degli ordini.

Anche le prospettive di mercato, molto incerte, chiamano le case prodotto a uno sforzo in termini di innovazione. Il 2015 potrebbe essere un anno complicato, in vista di un possibile giro di boa da parte della Federal Reserve sul fronte della politica monetaria, accompagnato a un presumibile aumento della volatilità. Quali strumenti sono più adatti per navigare le acque turbolente dell'inizio di una stretta monetaria negli Usa?
Da un lato, i fondi multi-asset rappresentano una risposta efficace. Dall'altro, stiamo innovando i processi d'investimento: la capacità di elaborare enormi quantità di dati in brevissimo tempo ci permetterà di utilizzare nuovi strumenti di contenimento della volatilità basati su algoritmi.

Schroders sta entrando nel ventesimo anno di attività in Italia. Quali sono il più grande successo e insuccesso registrati in questi due decenni?
Quando siamo partiti il risparmio gestito era un'attività collaterale all'investment banking. Oggi siamo tra i primi cinque operatori esteri del Paese, con oltre 18 miliardi di euro gestiti. E l'Italia è per noi il secondo mercato più profittevole a livello globale. Dove si può migliorare è sul fronte dei clienti istituzionali. Quelli italiani sono ancora molto focalizzati sul contenimento dei costi di gestione. Un principio sano, che però non dovrebbe andare a scapito della qualità della gestione finanziaria.  - Leggi tutto