venerdì 6 marzo 2015

Voluntary meno pesante con il sì svizzero

Da CorrierEconomia del 2 marzo 2015, pag. 30

La voluntary disclosure scalda i motori. Il tassello mancante, la ratifica dell'accordo bilaterale con la Svizzera, è arrivato lunedì 23 febbraio. Un passaggio chiave perché, cancellando Berna dall'elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata, dimezza i tempi di accertamento e le sanzioni sulle imposte evase previsti per chi regolarizza capitali detenuti in uno stato black list. Rende quindi l'adesione meno onerosa, sia in termini impositivi che sul piano della ricostruzione documentale delle attività oggetto di auto-denuncia. Vale la pena ricordare che, secondo le stime, circa l'80% dei capitali detenuti irregolarmente all'estero, sarebbe detenuto presso conti in Svizzera. L'accordo bilaterale dovrebbe incoraggiare molti a fare definitivamente la pace con il Fisco italiano. E un'altra spinta decisiva dovrebbe arrivare dalla legge svizzera del 12 dicembre scorso, che rende l'evasione oltre i 300 mila franchi reato presupposto del riciclaggio e gli intermedi elvetici, quindi, punibili per concorso nel reato commesso dal cliente. Intanto, il 26 febbraio, l'Italia ha firmato con il Liechtenstein un'intesa bilaterale per lo scambio di informazioni a fini fiscali. È in arrivo, infine, anche l'accordo con il Principato di Monaco.