giovedì 19 marzo 2015

«Serve un po'di flessibilità per sopravvivere ai tassi zero»

Da CorrierEconomia del 16 marzo 2015, pag. 34 - Leggi tutto

Gli investitori devono voltare pagina. Chi ha trovato per molti anni nei titoli di Stato un approdo sicuro (e redditizio) per i propri risparmi, dovrà rassegnarsi all'idea che lo scenario è cambiato radicalmente.I decennali italiani rendono l'1,20%, come i bund tedeschi di pari durata otto mesi fa. É vero che l'Istat certifica un'inflazione negativa su base annua pari al -0,2%. Ma il guadagno atteso a scadenza è comunque ben poca cosa, soprattutto se l'andamento dei prezzi al consumo dovesse ritrovare il segno più. 
Minimi storici «Lo scenario è quello di rendimenti molto bassi, mai sperimentati in passato dai risparmiatori italiani. Nel mercato obbligazionario è difficile trovare idee in grado di dare soddisfazione», spiega Lorenzo Alfieri, country head per l'Italia di JPMorgan am, il gigante del risparmio gestito Usa che il 18 marzo comincia un ciclo di incontri con gli investitori italiani, in collaborazione con Corriere Economia: la prima tappa è a Roma. Bisognerebbe provare altre due strade. La prima: se si vuole rimanere ancorati al reddito fisso, è necessario mescolare molti segmenti obbligazionari e adottare un approccio più tattico. «Quello attuale è un mercato tecnico, da professionisti, troppo complesso per essere gestito in autonomia da un investitore inesperto», sottolinea Alfieri. La seconda strada porta fuori dal mondo obbligazionario, verso un'incursione in altre classi di attivo: per esempio bond convertibili, Reit (Real estate investment trust, società attive nella messa a reddito di patrimoni immobiliari) e azioni. «Siamo positivi sulle Borse, sia europee sia americane - precisa il responsabile per l'Italia di JP Morgan am -. Il Vecchio Continente rimane sottovalutato e mostra dinamiche di miglioramento sul fronte degli utili. Gli Stati Uniti sono protagonisti di una crescita robusta, più vicina al 3% che al 2% e sembrano favoriti dalla ripartenza degli investimenti produttivi e da segnali di ripresa sul fronte dei salari, a beneficio dei consumi interni». 
Strumenti Sulla carta, prodotti finanziari come i fondi flessibili sembrano in grado di coniugare al meglio queste esigenze. Tuttavia le tipologie di prodotto sono molto differenziate e vanno dai fondi obbligazionari flessibili, ai prodotti multi-asset autorizzati a spaziare tra tutte le cassi di attivo, bond, azioni, materie prime e valute. «Entrambe queste soluzioni possono essere adeguate - commenta Alfieri -. L'importante è verificare, con l'aiuto del proprio consulente, che si tratti di un prodotto davvero flessibile, in grado di modificare la composizione del portafoglio anche in modo rilevante, al mutare delle condizioni di mercato. Senza escludere all' occorrenza l'eventuale uscita da una classe di attivo per rifugiarsi nella liquidità, in attesa di tempi migliori. Il rischio altrimenti è di ritrovarsi investiti in un bilanciatone, un fondo bilanciato che mescola azioni e obbligazioni, ma poco dinamico nelle scelte di allocazione, con interventi solo marginali a modifica delle posizioni». 
Fiducia Per farsi coraggio e uscire dalla gabbia dell?universo obbligazionario, l'investitore deve ritrovare [...] Leggi tutto

La WhatsApp dei pagamenti punta sull’Europa

Da CorrierEconomia del 16 marzo 2015 - Leggi tutto

I primi quattro progetti pilota partiranno entro il 2015. E non c’è dubbio che la nuova frontiera dei pagamenti via mobile in modalità contactless sia l’Hce (Host card emulation): la tecnologia sperimentale con applicazione di pagamento nel cloud (nuvola informatica) che, sulla carta, promette di essere più flessibile rispetto a quelle già disponibili sul mercato, perché non richiede accordi di integrazione, tecnologica e commerciale, tra istituti di credito e operatori di telefonia.

"Per la commercializzazione, però, ci vorrà tempo, forse un paio d’anni. Prima è necessario approfondire gli aspetti tecnici, a cominciare dalla sicurezza delle transazioni — ricorda Massimo Arrighetti, amministratore delegato di Sia, società attiva nella progettazione, realizzazione di infrastrutture e servizi tecnologici per imprese, istituzioni finanziarie e pubblica amministrazione —. L’unica soluzione già collaudata, robusta e sicura è quella sim based (basata sulla memorizzazione dei dati della carta di pagamento nella sim del telefono, ndr)".

Proprio sul campo della sicurezza si gioca il futuro dei pagamenti contactless. Apple Pay, la funzionalità di iPhone per i pagamenti senza contatto, dovrebbe [...]  Leggi tutto