venerdì 27 marzo 2015

Consulenza - La guerra dei Robot
Costi bassi e ricette razionali

Da CorrierEconomia del 23 marzo 2014, pag. XII
 
AAA cercasi (buoni) consigli per investitori di piccola taglia. In Italia l'accesso ai servizi di consulenza evoluta è riservato ai clienti con patrimoni importanti: la qualità si paga e quasi sempre resta appannaggio di pochi. Così i piccoli risparmiatori non hanno altra scelta che affidarsi ai suggerimenti dei canali di vendita: sportelli bancari e promotori. O, peggio, si dedicano a un pericoloso fai da te. Come se ne esce? 
 
Strade Una possibile soluzione viene dalla tecnologia, con i robo-advisor: servizi di consulenza finanziaria online, basati su portafogli modello. Funzionano così: l'asset allocation viene definita tramite un algoritmo che calcola il peso delle singole componenti in funzione del profilo di rischio dell'investitore; il portafoglio viene ribilanciato automaticamente in base all'andamento dei mercati, a fronte di una commissione annua compresa tra lo 0,25% e l'1,25% del patrimonio sotto-consulenza. Nel mondo anglosassone i robo-advisor sono un fenomeno affermato (vedi box). In Italia i numeri sono ancora molto piccoli. Eccoli.

Il più noto robo-advisor italiano si chiama MoneyFarm. Nato nel 2011 come società d'intermediazione mobiliare (sim), è iscritto nell'apposito Albo, sottoposto alla vigilanza di Consob e Bankitalia e fa consulenza finanziaria online in modo indipendente, non c’è quindi alcuna retribuzione dalle fabbriche prodotto. Propone sei portafogli modello composti da Etf, con un'esposizione crescente ai mercati azionari, in base al profilo di rischio dell'investitore. Il servizio è remunerato a parcella: l'abbonamento base costa 150 euro l'anno per un investimento minimo di 10.000 euro: si parte dalla definizione degli obiettivi d'investimento, si sceglie il portafoglio più adatto tra i sei disponibili, fino all'indicazione dettagliata dei titoli e delle quantità da acquistare, in base alla somma disponibile. Ogni due mesi circa, l'investitore riceve un aggiornamento via mail su come ribilanciare le posizioni affinché il portafoglio si mantenga coerente con gli obiettivi iniziali. C'è anche la formula “consulenza più trading”, che richiede l'apertura (tramite procedura guidata online) di un deposito titoli presso Banca Sella e permette di eseguire le operazioni direttamente dalla piattaforma di MoneyFarm, autorizzandole con un semplice click. Il costo omni-comprensivo è dello 0,7% per investimenti sopra i 3.000 euro, consente di risparmiare sui costi di transazione e dà accesso a un consulente dedicato, questa volta in carne e ossa. “Contiamo oltre 2 mila abbonati, il doppio rispetto a un anno fa. E nei primi due mesi del 2015 abbiamo già superato i numeri dell'intero 2014”, racconta Claudio Barberis, responsabile asset allocation di MoneyFarm.
 
Le formule Su portafogli modello girano anche le piattaforme dedicate alla consulenza generica, per esempio Advise Only: sviluppata nel 2011 come Sim di consulenza dalla Virtual B [...]

Quando nel menu ci sono anche i fondi globe-trotter

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Chi ha detto che i robo-advisor funzionano solo con gli Etf? Fundstore, la piattaforma di fondi online controllata da Banca Ifigest, ha appena lanciato un nuovo servizio di consulenza focalizzato sull'investimento in fondi azionari, L'ultimo Miglio: da un lato, attraverso un modello matematico, vengono selezionati i migliori gestori del momento, analizzando le performance dell'ultimo trimestre e confrontandole con quelle a 12 e 36 mesi. Dall'altro, si automatizza il metodo: “Stabiliti l'importo da investire, la durata e l'obiettivo di rendimento, il servizio offre un piano operativo per disciplinare il comportamento dell'investitore, mettendolo nelle condizioni di realizzare il risultato atteso”, spiega Simone Calami, ad di Fundstore.it. Nella tarda primavera, poi, partirà la consulenza generica basata su portafogli modello diversificati. Dal 2013 anche Online Sim, il “supermercato” di fondi online controllato dal Gruppo Ersel, propone un servizio basato su cinque panieri “tipo” [...] - Leggi tutto

Il caso inglese

Da CorrierEconomia del 23 marzo 2015, pag. XII
 
Numeri Nel mondo anglosassone i robo-advisor avanzano a passo di carica. Secondo un report di MyPrivateBanking Research, le masse gestite attraverso queste piattaforme digitali valgono 14 miliardi di dollari a livello globale e sfioreranno i 255 miliardi entro cinque anni. È un business che inizia a fare gola anche alle grandi case d'investimento. A giugno dello scorso anno, per esempio, Schroders ha acquistato il 12,5% di Nutmeg, uno dei più importanti robo-advisor del Regno Unito. Pochi mesi dopo, Fidelity International ha avviato una collaborazione con due dei maggiori player americani, Betterment e Learnvest. Altri nomi noti sono Wealthfront e Personal Capital, tutti dichiarano decine di migliaia di abbonati e masse in gestione superiori in alcuni casi a un miliardo di dollari. Il successo dei servizi di consulenza robotizzata è legato anche agli sviluppi della regolamentazione. Nel Regno Unito, per esempio, la Retail distribution review (Rrd) ha vietato alle reti distributive di essere remunerate dalle società prodotto. A beneficio della trasparenza e della qualità del servizio di consulenza, prima viziati da un legame promiscuo con le case d’investimento. Oggi i fondi in Uk costano la metà ma milioni di investitori sono rimasti senza advisor perché la consulenza a parcella è troppo cara per chi ha meno di 200 mila euro da investire. Molti sono stati costretti a scegliere un consulente virtuale. Ma i robo-advisor iniziano a conquistare anche i clienti di fascia più elevata.