giovedì 16 aprile 2015

"In Borsa si vince puntando sui titoli da maratoneta. Gli sprinter? Pericolosi"

Da CorrierEconomia del 13 aprile 2015, pag.26

Storie d'investimento belle da raccontare non sempre diventano buoni investimenti. Si prenda Alibaba, celebrata da molti, il 19 settembre scorso, come l'Ipo del secolo; il titolo è balzato in poche settimane dai 68 dollari della quotazione a 119 dollari, più 75%. Ma chi avesse acquistato le azioni del colosso cinese dell'e-commerce vicino ai massimi del 10 novembre, sull'onda dell'euforia, da allora avrebbe perso quasi il 30% del capitale. “Chi insegue in modo acritico le tendenze del momento, dettate dai media attraverso la narrazione quotidiana dei mercati, rischia di scivolare. Noi preferiamo titoli più “noiosi”, ma stabili. Flussi di cassa prevedibili e costanti. La disciplina è fondamentale per non farsi distrarre da notizie di breve respiro”, avverte Laurent Nguyen, gestore del fondo Pictet Quality global equities. La strategia utilizzata da Nguyen è costruita su un modello quantitativo che filtra l'universo azionario globale attraverso quattro parametri: profittabilità, prudenza, prezzo e protezione, ciascuno analizzato sulla base di differenti indicatori. Ad esempio, la “prudenza” esprime il livello d'indebitamento dell'azienda. Per stabilire se il prezzo è adeguato, si considerano tra gli altri, dividend yield, rapporto prezzo/utili e prezzo/valore di libro. Il livelli di protezione si calcolano sulla base di volatilità, correlazioni, perdite massime subite in un determinato lasso temporale e così via. Incrociando i quattro fattori, l'algoritmo attribuisce a ciascun titolo un punteggio sintetico e si ottiene così un sottoinsieme rappresentato dal 25% del paniere globale. A questo punto subentra la gestione attiva. “L'obiettivo è individuare i business contraddistinti da ritorni elevati e stabili, capaci di resistere alla fluttuazione dei cicli economici e con prezzi attraenti. Per definizione, quindi, non investiamo in aziende in start up o [...]

Da Yoox ad Autogrill: piani e fusioni portano a casa belle pagelle

Da CorrierEconomia del 13 aprile 2015, pag. 25 - Leggi  

C’è anche una manciata di beni di consumo tra i titoli di Piazza Affari che potrebbero agganciare la ripresa. Per esempio Autogrill, Mediaset, Yoox e Amplifon, più la matricola Ovs, fresca di debutto in Borsa, avvenuto il 2 marzo scorso. L’effetto traino potrebbe farsi sentire a scoppio (un po’) ritardato rispetto ad altri settori, come i finanziari e gli industriali da export, meglio posizionati per cavalcare l’euro debole e il programma di allentamento monetario della Bce. Occorre anche ricordare che, non più tardi del novembre scorso, l'Istat certificava un tasso di disoccupazione del 13,2%, record negativo dall'inizio delle serie storiche. Da dicembre, però, la tendenza è in lieve miglioramento. E a marzo la fiducia dei consumatori italiani è addirittura salita a 110,9, il livello più alto dal maggio 2002. Insomma ci sono alcune buone ragioni per credere che anche i beni di consumo possano salire sul carro della ripresa. Proprio nelle ultime settimane, del resto, i titoli del settore si sono messi in evidenza, spinti da (buone) notizie di mercato o semplici indiscrezioni. A fine marzo, le nozze tra Yoox e Net-a-porter, celebrate da un balzo di oltre 35 punti percentuali in un mese per il titolo della società specializzata nelle vendite online di abbigliamento. Mediaset, già favorita  [...] Leggi tutto