sabato 18 aprile 2015

Gli imprenditori? Sono più giovani. Il 61 per cento ha meno di 54 anni

Da CorrierEconomia del 13 aprile 2015, pag. 32
 
I clienti private non sono tutti uguali. Chi fa l'imprenditore, per esempio, è tendenzialmente più giovane: secondo un'indagine dell'Aipb, solo il 13,9% ha più di 74 anni (è il 27%, in media, per la clientela servita). Quasi i due terzi sono under 65, uno su quattro ne ha meno di 55. Eppure, secondo l'Osservatorio sulle imprese di famiglia Prometeia-Sda Bocconi, gli imprenditori italiani sembrano essere ancora più giovani dei «colleghi» serviti dalle strutture dedicate ai grandi patrimoni. Il 61% di chi guida un'azienda nel nostro Paese ha infatti meno di 54 anni. È come se il mercato non servito, spiega l'Aipb, si caratterizzasse per un'età inferiore, accompagnata però, verosimilmente, a un patrimonio personale meno rilevante. Al tempo stesso, i clienti private imprenditori sembrano essere più fedeli di quanto si pensi. La metà di loro si rivolge a una sola banca e il 70% preferisce avere un unico interlocutore, che considera il proprio punto di riferimento nella relazione con l'intermediario. «Quando si parla di gestione del patrimonio personale, questo segmento di clientela ama delegare: predilige strumenti come le gestioni patrimoniali perché rimane focalizzato sulla crescita dell'azienda e non chiede di essere coinvolto nelle decisioni sugli investimenti», spiega Fabrizio Greco, direttore generale del Gruppo Ersel. L'investimento più importante per l'imprenditore rimane quindi la sua azienda. Ma l'analisi dell'Aipb [...] Leggi tutti

Ora si va a tutto web

Da CorrierEconomia del 13 aprile 2015, pag. 36
 
Il rapporto di fiducia personale tra cliente e banker resterà il cardine della relazione nel mondo private. Ma le modalità di contatto stanno cambiando radicalmente. Secondo un'indagine dell'ufficio studi di Aipb, i clienti private «entrano» in banca tramite il sito Internet mediamente 25 volte l'anno: nel 22 per cento dei casi, lo fanno per comprare o vendere prodotti e 8 volte su 10 per operazioni dispositive di routine. Con quali risultati? Il 75 per cento dei clienti coinvolti nell'indagine dell'Aipb si dichiara molto soddisfatto: una percentuale solo di poco inferiore a chi esprime lo stesso giudizio in riferimento agli incontri in filiale che, in media, si verificano ogni due settimane.Del resto, l?integrazione tra consulenza finanziaria e tecnologia porta a una serie di benefici per il cliente: contatti più frequenti e più agevoli con il proprio banker ; migliore fruibilità dei servizi di natura transazionale, accesso a informazioni più complete e aggiornate, maggiore personalizzazione, grazie alla possibilità per l?intermediario di utilizzare un set più ampio di informazioni sul cliente e di garantire un tempestivo intervento sui portafogli. «Stiamo lavorando [...] Leggi tutto

Clienti - Ora la sfida è farli diventare ancora più fedeli

Da CorrierEconomia del 13 aprile 2015, pag. 32

Sono "fedeli" 68 clienti private su 100. Secondo le rilevazioni dell'AIPB, nel 2006 erano solo 45, il 23% in meno. Per un'industria relativamente giovane, com'è quella del private banking in Italia, otto anni equivalgono a un bel pezzo di storia. Ma un miglioramento così marcato fa riflettere: come hanno fatto le banche dedicate ai grandi patrimoni a guadagnarsi la fedeltà della clientela, misurata dall'AIPB incrociando i livelli di soddisfazione con la percezione di eccellenza dell'istituto di riferimento rispetto ai competitor? Dove invece sono necessari ulteriori progressi?
 
Molto si deve alla pressione competitiva, che ha costretto gli operatori a intensificare gli sforzi per innalzare gli standard di qualità. Due sono i binari sui quali si è incardinato il cambiamento dell'offerta: da un lato, il passaggio dalla logica di prodotto alla logica di servizio. dall'altro, u approccio più ampio alla consulenza con l'obiettivo di abbracciare temi che andassero oltre la gestione degli asset finanziari. (...) Questi risultati non sono comunque venuti da soli. "Tutte le strutture di private banking che operano in Italia hanno effettuato grossi investimenti, sia nella formazione delle risorse, sia nello sviluppo della tecnologia", osserva Fabrizio Greco, direttore generale del Gruppo Ersel. Senza dimenticare i risultati di portafogli. "Dopo la crisi del 2008, le performance sono state molto positive e questo - spiega Greco - ha influenzato inevitabilmente anche la percezione dei clienti e la loro disponibilità a consolidare il rapporto con la propria struttura di riferimento".

Com'è destianto a evolvere il servizio, nei prossimi otto anni, per aumentare ulteriormente la quota di fedeli? "Occorre prima di tutto chiedersi come saranno i clienti del 2023. Probabilmente più giovani - premette Greco. Stiamo assistendo a un importante fenomeno di trasferimento della ricchezza alle nuove generazioni, che sono più attente alle applicazioni della tecnologia: chiederanno un servizio più accessibile, attraverso qualsiasi dispositivo, con informazioni in tempo reale" [...]