mercoledì 3 giugno 2015

Listini al voto - Da Varsavia a Madrid
Come cavalcare il vento elettorale

Da CorrierEconomia del 1 giugno 2015, pag. 28 - LEGGI

I risultati delle elezioni amministrative in Spagna e presidenziali in Polonia hanno ricordato a tutti che il rischio politico non è soltanto un affare greco. Dopo Londra, Madrid e Varsavia, rimane un fitto calendario di appuntamenti elettorali che potrebbero tenere qualche investitore con il fiato sospeso. Le Parlamentari in Turchia il prossimo 7 giugno. La Danimarca il 18 giugno. Portogallo, Svizzera, Canada, Ucraina e Polonia (di nuovo), in autunno. A dicembre, la Spagna, questa volta alle prese con le elezioni politiche. E, in più di un caso, le urne potrebbero mettere sotto pressione i mercati. A cominciare da Istanbul.
Pericolo a Est La principale incognita in Turchia è legata al superamento della soglia del 10% da parte del partito democratico dei popoli (Hdp), filo-curdo: se dovesse entrare in Parlamento, sarebbe una sconfitta per l'Akp del presidente Erdogan, che vedrebbe sfumare la maggioranza assoluta, necessaria per cambiare la Costituzione in chiave presidenzialista. Forse si aprirebbe la strada a un governo di coalizione. «L'ipotesi peggiore per i mercati, perché aumenterebbe l'incertezza politica, con effetti negativi su azioni, bond e lira turca», avverte Maarten-Jan Bakkum, emerging markets strategist di NN ip (ex Ing im). Altri operatori temono invece che la conquista di una maggioranza assoluta da parte dell'Akp possa aggravare la parabola autoritaria di Erdogan. «Sarebbe una cattiva notizia soprattutto per la valuta locale - osserva Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex -. Le dichiarazioni allarmiste del ministro delle Finanze, secondo cui un governo di coalizione porterebbe il Paese al default certamente non aiutano, come anche l'ambiguità dei rapporti con l'Isis: allontanano il Paese dall'Europa e mettono in fuga gli investitori».
Neppure Andrzej Duda, neo presidente polacco (a sorpresa) e leader di Diritto e Giustizia (PiS) è uomo gradito ai mercati. I timori si concentrano sullo strapotere del presidente, alla guida di un partito nazionalista ultraconservatore ed euroscettico: anche in caso di sorpasso da parte della destra liberale ed europeista di Piattaforma Civica alle elezioni parlamentari di ottobre, spiega Segre, Duda potrebbe affidare al suo PiS la guida di un governo di coalizione, mettendo all'angolo i moderati. «A soffrire sarebbe soprattutto lo zloty polacco», chiosa il segretario di Assiom Forex. Ma anche la Borsa di Varsavia. «Le conseguenze sarebbero negative, meno drammatiche però di quanto si creda - rassicura Bakkum - perché le azioni polacche sono rimaste molto indietro rispetto agli altri emergenti». 
Penisola iberica Intanto, all'altra estremità del Vecchio Continente, l?avanzata della sinistra radicale di Podemos, accanto ai liberali di Ciudadanos, complica il tragitto verso le elezioni politiche di dicembre in Spagna. Si teme qualche passo indietro sul programma di rigore e riforme che ha permesso di ottenere risultati insperati sino a un anno fa: Madrid potrebbe archiviare il 2015 con un Pil in crescita del 3%, cinque volte quello italiano (ma con una disoccupazione quasi doppia, al 24%). Se Podemos e Ciudadanos ottenessero un ampio consenso alle politiche, seguirebbe un certo nervosismo sui listini. «Non crediamo, però, che un risultato di questo genere possa distrarre il Paese dal percorso intrapreso», ricorda Marco Fiorentini, responsabile dell'investment advisory per il private banking di [...] Leggi tutto