martedì 9 giugno 2015

Obbligazioni - Come diversificare
con i «bocconcini» cinesi

Da CorrierEconomia del 8 giugno 2015, pag. 27  - LEGGI QUI

Sembra logico che, dopo una cavalcata del 144% in 12 mesi da parte dello Shanghai Composite, di Cina si parli soprattutto in termini azionari. Ma c'è un altro modo, sicuramente più a buon mercato, di guardare al Dragone con le lenti dell?investitore: da obbligazionista. E significa avere accesso a rendimenti al di sopra del 4% anche su scadenze brevi. Come? Attraverso i dim sum bond (letteralmente: «bocconcini» bond) , obbligazioni emesse a Hong Kong e denominate in renminbi offshore : un universo da 523 miliardi di yuan, molto più piccolo e quindi meno liquido rispetto al mercato onshore (che vale 35 mila miliardi di yuan, l'equivalente di 5,7 trilioni di dollari) ma liberamente accessibile a società e investitori istituzionali, al contrario di quello continentale, disciplinato da un rigido sistema di quote. Effetto«Il rischio creditizio ha generalmente prezzi più interessanti nel mercato offshore », ricorda Bryan Collins, gestore del FF China rmb bond fund di Fidelity Wi. Con una scadenza media vicina a tre anni, le obbligazioni dim sum (termine che indica un tipo di cucina tradizionale della Cina meridionale fatto appunto di piccoli assaggi) rendono il 4,2%, in un paniere fatto per oltre due terzi di emissioni investment grade, cioè di buona qualità. Un piatto apparentemente appetitoso, in epoca di caccia al rendimento. «Il merito è soprattutto dei tassi elevati della curva cinese», spiega Massimo Guiati, gestore e responsabile Asia del gruppo Azimut. Pechino cresce a un ritmo del 7% l'anno [...] Leggi tutto