venerdì 18 dicembre 2015

«Bond Usa e Btp Italia a cinque anni per risolvere l'equazione dei tassi»

Da CorrierEconomia del 14 dicembre 2015, pag. 32

I mercati sembrano aver già emesso il proprio verdetto: questa settimana la Fed alzerà i tassi d'interesse. Ma non mancano autorevoli voci di dissenso. «Tutti gli scenari restano aperti: potremmo avere un singolo rialzo e poi nulla. Oppure due o tre ritocchi all'insù, seguiti da un'inversione di tendenza, cioè un taglio del costo del denaro. Ma non si può ancora escludere l'ipotesi che questo sia il primo ciclo economico senza alcun aumento dei tassi. In ogni caso - osserva Steven Major, responsabile globale della ricerca nel reddito fisso per Hsbc - il sentiero seguito dalla Fed non sarà di tipo convenzionale: non avremo incrementi nell'ordine di 100 punti base l'anno come nei passati cicli restrittivi». Ma se ci fosse l'aumento, come reagiranno i mercati? Secondo Major non c'è motivo di preoccuparsi: l'ampio differenziale di rendimento tra i titoli a due anni tedeschi e americani - i bund hanno un rendimento negativo pari a -0,34%, i Treasury offrono quasi l'1% - suggerisce che la curva americana sia perfettamente in grado di assorbire il primo intervento restrittivo senza ripercussioni significative.

Reddito fisso Il problema essenziale per gli investitori rimane semmai un altro: dove si può trovare valore nel reddito fisso? «Tra i titoli di Stato americani, specialmente sulle scadenze vicine ai 5 anni: il mercato sta sovrastimando il rischio di una stretta monetaria negli Usa». Anche il segmento high yield appare attraente, in particolare in Europa, grazie [...] Leggi tutto

Fondi - Chi sale sul podio dell'anno record

Da CorrierEconomia del 14 dicembre 2015, pag. 27

Il risparmio gestito gode di ottima salute. Nonostante le forti turbolenze registrate sui mercati finanziari durante l'estate, nei primi 10 mesi dell'anno il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti è sempre rimasto positivo, portando la raccolta netta a 126 miliardi di euro, secondo Assogestioni. Salvo sorprese, il massimo storico toccato a fine ottobre dall?industria, con un patrimonio gestito di 1.816 miliardi di euro, candida il 2015 ad essere ricordato come un anno record. I mini-tassi, l'incertezza sugli effetti dell'imminente svolta monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve e le vampate di volatilità incoraggiano un numero crescente di investitori a rivolgersi all'industria dei fondi, affidando ai gestori una delega sempre più ampia in materia di scelte su come ripartire i risparmi: non a caso, i flessibili guidano la classifica dei prodotti che hanno raccolto di più da inizio anno, con volumi pari a 47,5 miliardi di euro in 10 mesi. 

La scelta I fondi, però, non sono tutti uguali. Se è vero che interpretare l'andamento dei mercati diventa sempre più difficile e la dispersione delle performance all'interno di una stessa classe di attivo tende ad amplificarsi, la scelta del gestore a cui affidare i propri risparmi risulta cruciale. Quali asset manager propongono il menu d'offerta più competitivo? L'indagine realizzata dall'Istituto Tedesco Qualità e Finanza distingue gli operatori in tre classi: nella categoria Italia Big, che raggruppa i player domestici con un patrimonio gestito in fondi aperti superiori a 20 miliardi di euro, Anima si aggiudica il primo posto, seguita da Eurizon e Pioneer. Nella classifica Italia Small [...] Leggi tutto