martedì 27 dicembre 2016

Come risparmiare nel 2017: chi vince al gioco della torre

Da CorrierEconomia del 19 dicembre 2017

La regola della diversificazione è sacra. Lo ha dimostrato, ancora una volta, la catena degli imprevisti che ha scandito il battito dei mercati in questo 2016: dal cambio di passo della Federal Reserve, al referendum di Londra sulla Brexit: dalla vittoria di Donald Trump, all’accordo sui tagli alla produzione di greggio. Solo i panieri opportunamente bilanciati, sorretti da una gestione dinamica delle posizioni, hanno potuto archiviare l’anno con risultati soddisfacenti. Diversificare però non basta, se non si ha una (buona) ricetta che spieghi quali ingredienti mescolare e con quale dosaggio. Quando si mette a punto una strategia d’investimento, si devono prendere delle decisioni e ciascuna, in definitiva, implica una piccola o grande scelta di campo. Come nel gioco della torre: chi butti e chi salvi tra le azioni e i bond? Meglio puntare sui Paesi sviluppati o dare una chance agli emergenti? E le valute? Ecco alcuni suggerimenti raccolti da Corriere Economia per iniziare il nuovo anno con un portafoglio ben calibrato.


Le scelte
Azioni o bond? «Sui titoli di Stato abbiamo un forte sottopeso», premette Matteo Ramenghi, capo degli investimenti di Ubs in Italia. Uno dei temi chiave del 2017, spiega, sarà il ritorno dell’inflazione: negli Usa dovrebbe salire sopra il 2%, spinta da una crescita dei salari, nuovi stimoli fiscali e dalla ripresa del petrolio. Occorre ricordare che a febbraio del 2016 il greggio toccò i minimi, in area 26 dollari al barile [...] leggi tutto 

venerdì 23 dicembre 2016

Europa - Grandi saldi, tanti rischi politici

Da CorrierEconomia del 19 dicembre 2016

Il bilancio di fine anno è pesante: 13 punti di svantaggio accumulati nel corso del 2016 rispetto a Wall Street. Le aspettative deluse, ancora una volta, sulla dinamica degli utili. La zavorra del settore finanziario, che vale il 22% dell’indice europeo, mentre quello americano è sostenuto dalla sovra-performance dei titoli tecnologici. E poi, la politica: il voto su Brexit e l’esito del referendum costituzionale, cattivo presagio per i prossimi appuntamenti elettorali. Non a caso, secondo Epfr Global, i fondi azionari europei hanno subito deflussi per circa 100 miliardi di dollari nei primi 11 mesi dell’anno. Ma c’è spazio per un’inversione di tendenza, nel 2017? «A certe condizioni — premette Lars Schickentanz, responsabile investimenti fondi comuni di Anima sgr —. La buona notizia è che, dopo cinque anni, i profitti delle aziende europee sono destinati a espandersi. Un aumento tra il 5 e il 10% potrebbe essere ragionevole». Sul fronte macroeconomico, alcuni indicatori confermano un’accelerazione della crescita: il boom delle immatricolazioni di nuove auto, tornate vicine ai livelli pre-crisi. Leggi tutto

domenica 4 dicembre 2016

Più Asia in portafoglio


Da Milano Finanza del 3 dicembre 2016

La vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane rende i mercati emergenti più vulnerabili, nel breve termine. Non è chiaro, infatti, se la minaccia di adottare misure protezioniste contro alcuni partner commerciali, accusati di manipolare la valuta, sia destinata a rimanere lettera morta o, al contrario, possa davvero indebolire i flussi commerciali verso i Paesi meno sviluppati, che più...[...] Leggi tutto