giovedì 14 gennaio 2016

Le obbligazioni cinesi? «Rendono bene e spaventano meno»

Da CorrierEconomia dell'11 gennaio 2016, pag. 24

La Cina continua a fare paura. Shanghai ha inaugurato il 2016 con un profondo rosso, alimentato dalla persistente debolezza di alcuni dati macro e da un'ulteriore svalutazione dello yuan. Ma se la Borsa rimane sotto pressione, il reddito fisso cinese sembra esprimere una maggiore capacità di tenuta, dopo la correzione estiva. «Come si è visto, l'inclusione del renminbi nel basket del Fondo monetario internazionale non ha avuto un impatto positivo nel breve termine - osserva Dianna Enlund, senior product specialist di Allianz Global Investors ( nella foto ) -. La Banca popolare cinese a dicembre ha introdotto l'indice Cfets Cny come sistema per la gestione del tasso di cambio rispetto ad un basket di valute, superando il focus sul cambio bilaterale con il biglietto verde. Pertanto, un continuo rafforzamento del dollaro, nel primo semestre dell'anno, potrebbe favorire il deprezzamento di altre valute chiave ma la sensazione generale è che l'autorità monetaria intenda mantenere il renminbi stabile, nel complesso, rispetto al paniere di riferimento». La decisione di modificare il metodo con cui determina il valore del tasso di cambio, affidando un ruolo più rilevante alle forze del mercato, impone in ogni caso un cambio di rotta nelle aspettative degli investitori: «Lo yuan non sarà più considerato come una divisa che può solo guadagnare valore. Chi si avvicina alle obbligazioni cinesi - chiosa Enlund - non lo farà per cavalcare l?apprezzamento della divisa, com?è avvenuto dal 2010 in avanti ma per avere accesso a un segmento del reddito fisso con caratteristiche interessanti».Occorre ricordare che [...] leggi qui