giovedì 30 marzo 2017

Attenti ai vuoti d’aria

Da Milano Finanza del 25 marzo 2017

Con l’S&P500 vicino ai massimi, a un soffio dal record dei 24 mila punti toccato poche settimane fa, la fiducia sulla prosecuzione del rally borsistico comincia a mostrare qualche crepa. Alcuni analisti iniziano a parlare di una possibile correzione, destinata a rimuovere l’eccesso di ottimismo scaturito dalle promesse di rilancio economico annunciate da Donald Trump. Altri, invece, restano convinti...[...] Leggi tutto 

martedì 21 marzo 2017

Viaggio organizzato tra le cedole

Da L'Economia del 21 marzo 2017

I titoli ad alto dividendo sono uno dei molti mattoncini che possono comporre la parte azionaria di un portafoglio. Chi intende avvalersi di questa strategia ha a disposizione una vasta gamma di fondi d’investimento ed Etf (Exchange traded fund) specializzati: l’acquisto diretto delle singole azioni, invece, è una strada percorribile solo da investitori esperti o professionali. Prima di tutto occorre definire l’universo di riferimento, optando per un paniere americano, europeo, asiatico o globale. Storicamente le azioni del Vecchio Continente hanno offerto le maggiori gratificazioni in tema di coupon azionari. Secondo un’analisi di Allianz Global Investors, tra il 1971 e la fine del 2016 i dividendi staccati dalle società europee hanno contribuito per il 38% al rendimento complessivo, con una media del 3,88% l’anno. Nel Nord America e in Asia Pacifico, le «cedole» azionarie hanno reso meno, rispettivamente il 3,28% e il 2,11% l’anno, circa un terzo del ritorno complessivo degli ultimi 45 anni. Oggi lo Euro Stoxx offre un rendimento da dividendi vicino al 4%, doppio rispetto all’S&P500 (2%). E anche gli indici specializzati sugli «aristocratici del dividendo» rispecchiano questa divergenza geografica: l’S&P500 Dividend Aristocrats, per esempio, esprime un dividend yield del 2,4%, contro il 5,7% indicato dallo Euro Stoxx Select Dividend 30, mentre l’Spdr S&P Pan Asia Dividend Aristocrats riconosce il 3,27% [...] leggi tutto

sabato 18 marzo 2017

Dopo il voto francese scatterà il rally dei listini europei

Da Milano Finanza dell'11 marzo 2017

Nonostante la reflazione sia da mesi protagonista indiscussa del dibattito sui mercati, non è ancora il momento di abbassare la guardia. «Siamo di fronte a una nuova tendenza che potrebbe protrarsi per i prossimi cinque o dieci anni. Gli investitori non sono preparati», avverte Jean-Charles Mériaux, presidente e responsabile investimenti di Dnca, boutique di gestione francese operativa anche in Italia...[...] Leggi tutto

mercoledì 8 marzo 2017

Come investire da mille a 10 mila euro? Guida alla scelta per i mini-portafogli


Da CorrierEconomia del 6 marzo 2017

Vietato riporre tutte le uova nello stesso paniere. La regola della diversificazione si presta ad un equivoco: credere che la costruzione di un portafoglio ben calibrato non sia alla portata di tutte le tasche. Falso. Basta una piccola somma di denaro, anche mille euro, per realizzare un buon equilibrio tra componente azionaria e obbligazionaria. Come? Delegando le decisioni d’investimento a un (bravo) gestore, attraverso un fondo bilanciato, scelto, con l’aiuto di un consulente, tra quelli che sono in grado di battere le performance degli indici. Con 5-10 mila euro, invece, l’universo degli strumenti investibili si espande ed è possibile ottenere un grado di diversificazione analogo a quello sperimentato dai grandi patrimoni.

In che modo? Si mescolano azioni, bond, materie prime e valute attraverso strumenti poco costosi come gli Etf (exchange traded fund), destinati a replicare passivamente l’andamento dei mercati di riferimento. Poi, si aggiungono, se possibile, alcuni prodotti gestiti con strategie alternative, in grado di muoversi in modo autonomo rispetto alle classi di attivo tradizionali. Sono le stesse utilizzate dai grandi hedge fund, ma rese accessibili anche al pubblico al dettaglio — con alcune limitazioni operative — attraverso fondi comuni dedicati (Ucits). Leggi tutto